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lettera al padre V | la tana del RiCCiO

lettera al padre V

Padre,

la decisione è stata presa, siamo rimasti qui, Youar e Aman hanno svolto un turno di guardia a testa, questo ha garantito sia a loro che a noi il riposo per recuperare forze ed energie. Stranamente nessuno ci ha visitati, probabilmente il drago bianco ha preso possesso del primo piano della Cittadella senza Sole… difficile ritenerlo un vantaggio.

Dopo un’accesa discussione, ci siamo incamminati per finire di esplorare il primo piano, non siamo sicuri che il guerriero elfo e il paladino che stiamo cercando siano arrivati fino al secondo piano, inoltre trovarci a fronteggiare sia il drago che il druido è una prospettiva che non piace a nessuno, bisogna chiudere il cerchio, finire quello che abbiamo iniziato…

Ho di nuovo fatto fluire energie nelle membra di Krando, che mi ha giurato la sua riconoscenza e i suoi servigi, poi, seguendo Aman abbiamo esplorato le stanze che la guida frettolosa di Nipo ci aveva fatto tralasciare, tra cui una stanza stranamente addobbata. Teste imbalsamate di coboldi, topi giganti e bestiame vario pendevano cupamente dalle pareti, una catena spezzata pendeva solitaria da uno spuntone saldamente piantato nel centro del pavimento, segni di ghiaccio ancora rimanevano, stranamente, nei dintorni.

Youar ha esplorato scrupolosamente la stanza alla ricerca di qualche indizio, qualche strumento che potesse spiegare come un branco di goblin avesse catturato il drago, ma niente fu trovato, continuando quindi ad avanzare tra stanze luride come i loro abitatori, siamo giunti in un corridoio con ai lati delle celle, qui Dagobar diede prova di tutta la sua abilità di guerriero sconfiggendo, nonostante i nostri reclami, ben due topi che tranquillamente stavano consumando un lauto pasto, tra le carogne che lentamente finivano di marcire nelle celle.

In fondo al corridoio trovammo una stanzetta in cui una fontana ormai morta da tempo ci attendeva, incisa su questa parole in draconico, “E che morte sia”, tubi, come quelli nascenti dalla botte magica, attendevano di essere riattivate.

Dopo il solito borbottio Diesa spiegò che probabilmente l’unico modo per riattivare la fontana è quello di pronunciare la frase nella sua lingua originale… non smetterò mai di stupirmi per la curiosità degli elfi, Aman e Youar volevano attivarla a tutti costi… a fatica li convincemmo che non era il momento adatto, nella stanza accanto, Aman incontrò un enorme ratto con ancora tra le mascelle pezzi di cadaveri, questo, accortosi dell’elfo emise un verso ributtante e altri due ratti, più piccoli, emersero dal buco da cui era spuntato il ratto gigante… non fu uno scontro difficile, per quanto un morso di quelle bestie immonde avrebbe causato di sicuro seri problemi a chiunque.

Per un attimo Krando fissò il cadavere del topo gigante, dopo lo sollevò e lo provò come mantellina, provocando il nostro disgusto e il nostro rifiuto ad andare avanti dando uno spettacolo così deplorevole.

Proseguimmo quindi fino ad una stanza in cui una candela ardeva pacifica illuminando l’altare su cui posava e due file di tre sarcofaghi l’una; sull’altare un piccolo scrigno e un altro fischietto trasparente, del tutto simile al primo… Mi concentrai per un attimo e percepii forte intorno a me il magico, tutto emanava magia, Youar e Diesa si trovarono d’accordo nell’affermare che chiunque fosse chiuso in quei sarcofaghi era sicuramente un elfo che aveva ricoperto un’alta posizione nella scala sociale, e che sarebbe stato meglio non disturbarlo… Un fischio, proveniente dall’altare, interruppe le nostre disquisizioni, in un attimo di sbigottimento generale fissammo Krando, che con aria innocente aveva messo in bocca il fischietto e ci guardava a sua volta… rumore, in un sarcofago, poi uno schianto e il coperchio si ruppe ed uno scheletro ne balzò fuori, avevamo tutti impugnato le armi, ma le rimettemmo nel fodero - Ai tuoi ordini - disse lo scheletro.

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Youar soffio quindi nell’altro fischietto e un altro scheletro ci promise i suoi servigi, una volta preso il piccolo scrigno proseguimmo quindi per investigare della sorte dei coboldi, accompagnati dalle per me disturbanti presenze dei due scheletri, da cui Krando tentava insistentemente di ricavare informazioni senza risultato. Nessun segno dei coboldi, ne del drago, arrivammo infine all’ingresso della stanza con le colonne in cui bivaccavano i coboldi, prima illuminata, adesso nera come la notte.

Aman silenziosamente scomparve tra le ombre, ma un esclamazione ed un rumore poco rassicurante ci fece trasalire, sanguinante, Aman corse indietro, pallido - è qui - disse, anche se ormai era chiaro a tutti… entrare nella stanza sarebbe stato un suicidio. Gli insulti per far uscire il drago allo scoperto e portarlo nel corridoio ebbero come risultato le sue risa, che sentendoci ritirare ci sbeffeggiò divertito.

Curai Aman e rinunciammo dunque ad esplorare il resto del primo livello, una volta ritornati all’imboccatura con le liane, scendemmo verso il secondo piano, qui, in una stanza illuminata da dei funghi luminescenti delle figure chine zappavano la terra, subito si voltarono e vedemmo chiaramente due scheletri e due arbusti maligni ingaggiarci in battaglia… durarono ben poco sotto i nostri colpi; la stanza presentava l’entrata di una grotta a nord, a est e a sud due porte.

Scendemmo verso sud, fino ad incrociare obliquamente un altro corridoio, salimmo quindi verso nord-est fino ad una stanza, qui un tavolo da lavoro su cui varie erbe, mortai e attrezzi vari testimoniavano la vita del posto. Aman si intrufolò nella porta a nord mentre noi attendevamo tranquilli. Dopo un certo lasso di tempo, un urlo animalesco ci fece capire che l’ultima uccisione silenziosa di Aman non era giunta a buon fine, ci scaraventammo quindi all’interno della stanza che dava su altre sei piccole stanze, simili a quella da dove eravamo giunti, e da queste spuntarono all’unisono sei goblin.

Dopo averne catturato uno ed eliminato il resto, fu piuttosto facile farci dire dal goblin quello che volevamo sapere, adesso abbiamo una piccola mappa del posto, disegnata grezzamente dal goblin, il druido si trova a sud, insieme all’albero dal quale non si allontana mai. Ci sono circa altri dieci goblin nel dungeon, più gli ultimi tre arrivati, che sono giunti da fuori e che adesso sono al servizio del druido... il drago non è stato catturato, né dai goblin né dai coboldi, era già qui da tempo.

Abbiamo rovistato nelle altre stanze, Krando ha trovato una distilleria e adesso gira sorseggiando chissà quale intruglio goblin, siamo tutti d’accordo, dobbiamo recidere le trame malefiche del driudo, ma nessuno chiede quello che in realtà tutti temono, chi sono questi ultimi tre arrivati ? avventurieri come noi, caduti sotto il maleficio dei frutti ? avranno a che fare con le persone che stiamo cercando ? saremo costretti a ucciderli come abbiamo ucciso il vecchio Nacol ?

Tutto questo mi turba Padre mio, rabbrividisco guardando gli scheletri che ci accompagnano, vinceremo il druido o diventeremo dei pupazzi nelle sue mani, come adesso lo sono questi scheletri nelle nostre?

Assam Ibomz