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lettera al padre XIV | la tana del RiCCiO

lettera al padre XIV

Caro Padre,

lo so, è da molto che non scrivo, ma gli eventi hanno tolto a me e ai miei compagni il tempo e la lucidità per comprenderli… una o più forze maligne si sono mostrate al mondo, terribili nella loro sete di potere e morte, e noi, come spavaldi ragazzini che giocano con le armi del padre, ci troviamo coinvolti nei piani di chi ha deciso, anche a costo della vita, di fermare quest’onda che altrimenti spazzerebbe via il mondo che conosciamo, per lasciarci solo orrore…

Dopo l’arresto degli stregoni da parte delle guardie di Brindinford godemmo di una settimana di pace e relativa fama, durante la quale affinammo le qualità sviluppate con le esperienze fatte. Interrogando le guardie che li detenevano, venimmo a sapere che piano nella mente degli stregoni la lucidità tornava ad affiorare, la voce che nei loro sogni li istigava ad evocare il demone distruttore non si era più ripresentata.

Alla fine della settimana una grande festa fu data in nostro onore e grande fu il clamore degli applausi e altisonanti le promesse di eterna riconoscenza. Dagobar e Krando, ingurgitando una quantità sbalorditiva di birra, erano i primi e più ferventi trascinatori del baldanzoso caos che aveva invaso Brindinford. Forse nessuno ricordava, o voleva ricordare, che ancora ignota restava la provenienza di quella malefica voce, come ignoti erano i suoi propositi. La nana artigiana, con un gesto plateale ed accompagnata dagli applausi di tutti consegnò a Krando la sua spada Spezzapunte, rimessa a nuovo, e il scintillante bukler forgiato dalla pelle del cucciolo di drago bianco. Gli elfi, un po’ in disparte si godevano la scena, Diesa era intenta in una discussione con l’aiutante della vecchia nana.

Un araldo aveva annunciato che purtroppo il Barone di Brindinford non avrebbe onorato con la sua presenza la festa cittadina, ma tramite sua sorella avrebbe comunque reso omaggio agli avventurieri che la città intera stava ringraziando. Avvicinandomi alla fanciulla che corrispondeva alla descrizione fattami, mi presentai alla sorella del governante che con fare gentile mi spiegò che suo fratello non stava bene e che con rammarico aveva rinunciato ai festeggiamenti.

Più tardi, il primo chiarore del cielo illuminava solo il residuo della baldoria notturna, fra barili e boccali vuoti il russare della gente aleggiava come il rumore sordo delle onde del mare. Io e i due elfi camminavamo verso la locanda, a seguire Dagobar e Krando, un po’ intontiti ma ancora in piedi; Diesa non era con noi, occupata nei suoi affari nanici.

Appena imboccato il vicolo della locanda una sfera di fuoco mi colpisce, la schivo in parte ma la sorpresa è tale che il danno è comunque rilevante, una volta a terra scorgo un’oscura figura, non tanto alta, che fugge nell’ombra. Siamo subito allerta, ma l’esitazione ha la meglio, altre figure ora ci affrontano, due davanti e due dietro a tagliarci al strada, arcieri su ambo i tetti. Sento Youar sibilare parole magiche e una vischiosa ragnatela si aggroviglia istantaneamente sugli arcieri di uno dei due tetti, Aman sta bersagliando gli altri, Dagobar avanza verso la coppia che ci blocca davanti, Krando verso quella dietro, una delle figure a terra comincia a muovere armoniosamente le mani, casto silenzio su di lei ma senza successo, dardi incantanti partono in direzione di Dagobar. Sbarazzatosi in breve dei due antagonisti, Krando si arrampica sul cornicione per raggiungere il gruppo di arcieri non bloccati dalla ragnatela di Youar, Dagobar ha appena atterrato il mago e schivato il potente fendente del secondo, fa saltare l’arma di mano al nemico e conclude l’abile mossa sbilanciandolo a terra. Io invoco l’aiuto degli dei, che subitamente si manifesta tramite un’arma spirituale sopra le teste degli arcieri. Youar e Aman professionalmente continuano a bersagliare gli arcieri. Ad un tratto sento un tonfo e un imprecazione orchesca, l’alcool non ha ancora abbandonato Krando, che adesso è seduto a terra e si sta massaggiando la testa. Mi sposto in direzione dell’unico sopravvissuto del tetto su cui il mezz’orco stava facendo strage di arcieri, ci serve qualcuno da interrogare.

Sbarazzatici degli altri e raccolto un buon bottino, interroghiamo il nostro prigioniero ricavandone solo silenzio, lo leghiamo con la rete che abbiamo usato per catturare il cucciolo di drago e lo trasciniamo verso il campanile ormai disabitato, arrivati allo svincolo che da sulla piazza del campanile e sul portone della città ci fermiamo di botto. Guardo gli altri e vedo la mia stessa domanda sui loro volti, per un attimo mi è sembrato di vedere un leone passeggiare nella piazza, ma subitamente la figura è scomparsa, seguita da due uomini in armatura. Che diavolo sta succedendo ? Krando sembra non comprendere il nostro atteggiamento, - qual è il problema ? – prende il nostro prigioniero e lo scaraventa fuori dal vicolo, gli altri rimangono nella loro posizione, io esco dal vicolo e mi avvicino al fagotto che ha cominciato ad agitarsi. Vedo le guardie voltarsi e dirigersi velocemente verso di me, estraggono le spade… li guardo con fare interrogativo, poi capisco… non sono guardie cittadine! Estraggo la balestra e colpisco il più vicino ad una spalla, ma questo non ferma la sua corsa, estraggo la spada e mi preparo a riceverli. L’ingaggio è duro e comincio a dubitare delle mie possibilità, questi guerrieri sono di gran lunga più forti degli opponenti che abbiamo battuto prima. L’altro si accovaccia per liberare il compagno imprigionato nella rete, questi ha cominciato ad agitarsi freneticamente, ma troppo tardi, quello accovacciato scatta di lato, sentiamo le urla da dietro il bavaglio e vediamo la bastia simile ad un leone comparire e sbranarlo con ferocia. Krando avanza per affrontare il secondo guerriero che adesso sta avanzando verso di me, Aman e Youar si sono arrampicati sul tetto di una casa. Il nostri opponenti si dimostrano veramente temibili, nonostante i numerosi colpi inflitti da me e Krando non accennano a dimostrarne il danno, vista la situazione anche Dagobar entra in battaglia. Ad un tratto sentiamo un avvertimento provenire da Youar, un gruppo di barghest avanza in nostra direzione dal centro della città, le ragnatele dello stregone ne hanno bloccati parecchi ma un nutrito gruppo è comunque libero di agire, finalmente sentiamo le frecce di Aman che con precisione cominciano ad abbattere i barghest. Dagobar sta affrontando la bestia a forma di leone, non sembra a suo agio, ma compaiono dal nulla dei tassi che subito azzannano la bestia con frenesia e ferocia, vedo Dagobar guardare in direzione di Youar e accennare un ringraziamento. La situazione si fa sempre più critica, sia io che Krando abbiamo subito notevoli ferite ma ancora nessuno dei nostri due opponenti è caduto, intanto alcuni barghest stanno arrivando. Ancora una volta Youar attira la nostra attenzione, un essere ben più grosso di un barghest sta avanzando dalla stessa direzione da cui sono giunti gli altri, una specie di lucertola gigante, viscida e maligna, sta lottando contro le ragnatele di Youar, ma il suo monito è chiaro, non riuscirà a fermarla per molto. Intanto dall’alto arrivano frecce e dardi magici, ho solo il tempo di dare un’occhiata veloce alle due figure sul campanile, grido di rabbia e colpisco freneticamente il mio opponente che finalmente cade ai miei piedi, non ho il tempo di sorridere che i barghest mi sono addosso. Aman bersaglia le figure sul campanile, Krando, ucciso il suo avversario, si è spostato verso il campanile, Dagobar, che ha precedentemente finito la bestia a forma di leone, sta affrontando con me i barghest. Un rumore attira la nostra attenzione, le porte della città si stanno aprendo, e quel rumore riecheggia come un rintocco funebre, la città è caduta nel giro di poche ore, cosa mai entrerà da quella porta? Spalanco gli occhi, un fremito corre per le mie membra, Dredén in groppa al suo stallone fa il suo ingresso dalle porte della città, forse possiamo ancora farcela, ma tutte le mie speranze cadono con fragore, corre in nostra direzione gridando:

- Scappate! Un grosso pericolo sta giungendo!

A.

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