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Ajhar e Dredén | la tana del RiCCiO

Ajhar e Dredén

- Ti ho già chiarito guerriero che i miei ordini erano di riportarlo alla città dove risiede Damidàn Tancri. Certo non mi aspettavo di perdere il mio prigioniero così facilmente. Sia tu che io sappiamo bene che se le cose sono andate in questo modo c'è una ragione, era inevitabile. Come lo è il fatto che presto uno di noi cadrà sotto i colpi dell'altro. Riconosco il tuo valore Dredèn ed in nome dei vecchi tempi sarò corretto combattendoti da solo, tornerò dal chierico con la tua testa così tutta questa storia sarà conclusa. Un ultima cosa, credi davvero che possa funzionare? Credi che Damidàn riuscirà a liberare quello che si nasconde nelle profondità del bastione?

Cosa certa è che sei diventato più forte, tutti questi cani rabbiosi non si farebbero comandare da te altrimenti. Per quello che riguarda la tua intelligenza non ci sono stati progressi. -

Un grugnito simile ad una risata mentre un sorriso si dipinge lentamente nel muso del mezzorco, Dredèn scosta lentamente il mantello per fare spazio alle due lucenti spade.

- Così sei il servo del chierico scuro adesso; da quanto mi hai raccontato eravate tanto vicini al traguardo, tanto che lo halfling era proprio nel tuo accampamento, ma te lo sei fatto fregare da un gruppo alle prime armi Ajhar, sapevo che avrebbero risposto alla causa, che gli dei ci guidano nella via misteriosa della giustizia. -

In effetti il mezzorco era andato su tutte le furie ripensando all'accaduto, mentre un gruppetto di quei maledetti umani lo distraeva, gli altri avevano comodamente liberato il suo prigioniero.

Ajhar fa risplendere l'ascia nel cielo mentre il guerriero estrae le due spade dalle fodere.

- Non fare lo sbruffone, era chiaro che se avesse voluto si sarebbe liberato prima di quanto abbia fatto, questo non c'entra con gli stolti che hai mandato per rubarmelo. Sono stufo delle tue chiacchere, credi di avere sempre ragione non è così?! Ti dimostrerò che hai torto, che il tuo dio ti lascerà morire come un maiale sgozzato sotto la mia ascia! -

- E sia mezzorco. Inizierò con il tagliarti la testa e finirò con il farlo ad ognuno degli sciocchi che sono al tuo seguito. -

La spada nera si illumina e nell'attimo nel quale il colpo viene sferrato un enorme energia si sprigiona da essa, un colpo, un solo colpo e la testa dell'immenso Ajhar cade a terra rotolando, così tutti gli altri mezzorchi restano meravigliati, ammutoliti ed immobili di fronte a tanto potere e così tanta forza, ma sono in tanti e si fanno avanti con la speranza di diventare il nuovo capo del gruppo. Combattono fino alla morte e come il primo di loro cadono, corpi senza testa. Fino che l'ultimo di questi barbari ha perso la vita Dredèn ha fatto roteare le spade, sorelle antiche come l'arte della magia; una chiara come la luce, Splendore d'argento, l'altra buia come il più profondo sotterraneo, Riflesso di Morte.

Raccoglie la testa del suo vecchio amico e la pone in una delle sacche della sella del cavallo, Così Drèden si allontana, guardando l'orizzonte in direzione di Thulus. I suoi pensieri sono rivolti al gruppo al quale ha affidato la pietra e le sue speranze si ripongono nella volontà dei potenti che sono all'opera perchè una volta per tutte il potere delle gemme venga restituito al tempio della Giustizia.

Quell'essere mi da i brividi, pensa fra se e se il cavaliere mentre con passo veloce si dirige verso GreyHawk, ne ha sentito parlare in passato come una delle figure più misteriose, ma ora capisce che si tratta di un altra pedina in mano ai malvagi, che niente a parte la determinazione ed il destino possono qualcosa contro i piani degli dei. Arriverà il momento nel quale si mostrerà per quello che veramente nasconde nelle sue forme mortali e quello sarà il momento decisivo.

Dalla località nel quale è avvenuto l'incontro con il mezzorco fino alla città castello il percorso non è molto praticabile, ma il cavallo Farael è una bestia incredibilmente forte, nemmeno le più faticose salite possono fermarlo, così in meno di due giorni Dredèn giunge alla cittadina dove è cresciuto, dove lo attende uno dei peggiori incontri della sua vita.

(Roy)