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il Tempio della Giustizia | la tana del RiCCiO

il Tempio della Giustizia

Quando finalmente giunsero nelle profondità del luogo, osservarono la lunga via che li aveva condotti sino a lì. Un complicato sentiero si riversava lungo le pareti dell’immensa montagna. Era inimmaginabile chi o cosa avesse potuto fare tanto,  percorsero alcuni chilometri nell’ombra fino a che il totale silenzio del luogo venne interrotto da voci non molto lontane. Alla base del monte, ebbero accesso ad un luogo di certa rarità. Un immenso tempio si ergeva rispettando le caratteristiche e le forme delle pareti rocciose, al centro del vasto piazzale un inconfondibile cono di luce si rispecchiava nelle loro armi ed armature, emanando energie di ogni sorta.

Il tempio non presentava segni che potessero associarlo a quelli che tra i tanti conoscevano, ma era certo che ne esistessero pochi di luoghi tanto particolari quanto misteriosi, osservando oltre la luce, verso l’immenso portone del tempio notarono due figure discutere animatamente di qualcosa che non riuscirono a comprendere, l’eco era tale da confondere i suoni completamente.

 

Avvicinandosi non poterono fare a meno di ricollegare che queste persone indossavano abiti molto simili a quelli dalla guardia che li aveva accolti all’ingresso della montagna. Quando finalmente vennero notati, il vociare si interruppe, vennero osservati con un lungo sguardo indagatore e poi gli venne concesso l’ingresso al luogo.

- Questo tempio, nato dalle memorie degli dei, è uno dei luoghi più sacri del creato. – disse una delle guardie - Quando ancora Hextor ed Heironeous erano fratelli in pace, questo monumento alla loro grandezza veniva creato in nome del loro potere, nella speranza mortale che nel giorno nel quale questi avrebbero avuto necessità di riposare le loro fatiche si sarebbero trovati a casa nel luogo più alto e profondo del mondo. Un posto maestoso e ricco di leggenda è ora il monte bianco, la guerra tra gli dei ha diviso questo luogo, ed ha trasformato il Tempio della Giustizia, nel decadente rudere del male. Tuttora le influenze degli dei albergano in questi luoghi dando possibilità di accesso a chiunque guidi le cause dell’uno e dell’altro, senza esclusioni. -

 

Fecero il loro ingresso ed un ampio salone si presentò dinanzi a loro, quattro arcate dividevano la stanza, loro erano sotto una di esse, le altre poste a nord, est ed ovest ospitavano a loro volta figure nascoste nell’ombra. Negli angoli della stanza posavano numerose statue raffiguranti antichi cavalieri in armatura. Al centro della camera un disegno a terra coincideva con un affresco nel soffitto a cupola. Raffigurate con superba maestria riconobbero le figure di Heironeous ed Hextor, le loro mani vicine sostenevano una pietra, da essa si sprigionava energia. Venne d’istinto guardare il soffitto, un cielo stellato cupo quanto il più profondo sotterraneo, figure del demonio che danzano nel soffitto rivolgevano loro sguardi minacciosi. Il loro sguardo venne rapito per alcuni istanti dalla meravigliosa composizione.

 

La nana proseguì senza interruzioni e si posizionò al centro della pittura.

 

Una luce tenue si diffuse nelle arcate – Siete giunti, finalmente… -  disse una voce stanca, ma stranamente familiare, ai loro occhi Dredèn si presentò accompagnato dallo Halfling, il chierico Damidan Tancri insieme a Liadon Vadania occupavano l’altra arcata; infine riconobbero Judon Xes, la vecchia che ad Attif aveva tentato di dissuaderli dall’intromettersi in tutta questa faccenda.

 

Non ebbero il tempo di pronunciare parola, la nana estrasse dal suo sacco un misterioso oggetto, posizionando l’artefatto sopra le mani congiunte degli dei, lo osservarono per un istante, un cilindro costruito con materiali misteriosi, e questo si contrasse per poi allungarsi di colpo verso il soffitto. L’energia che scoppiò da esso li travolse. Il tempio tremò, immerso nella luce abbagliante di mille fuochi.

Quando i loro occhi tornarono a vedere, desiderarono essere rimasti ciechi. Nessun segno restava della loro compagna Diesa, al suo posto mostri e demoni di ogni sorta fecero la loro comparsa, il portale sprigionava senza sosta tutta l’energia del quale era capace. Grenit, il misterioso halfling, avanzò senza esitazione ed impose le mani in direzione del portale. Come se stesse restringendo il suo campo d’azione, il portale si contrasse fino a lasciar passare un solo demone alla volta, Damidan Tancri e Liadon Vadania avanzarono a loro volta.

 

Il combattimento fu immediato, veloce e cruento.

(Roy)