strict warning: Only variables should be passed by reference in /opt/hoster/vhosts/riccio.sebastian.it/httpdocs/modules/book.module on line 372.
warning: array_merge(): Argument #4 is not an array in /opt/hoster/vhosts/riccio.sebastian.it/httpdocs/modules/htmlarea.module on line 164.
le radici del male | la tana del RiCCiO

le radici del male

Assam fissava il fuoco, le parole venivano pronunciate a fatica.

 

“Per lungo tempo i pensieri di Gulthias hanno infestato la mia mente, il mio cuore, percepisco i suoi ricordi come fossero miei… Prima di diventare quello che è, quando ancora noi umani non avevamo calpestato il suolo di questo mondo, quando i draghi erano pressoché i padroni delle terre, Gulthias era grande tra quelli della sua razza, gli elfi. Ma la sua brama di potere era pari a quella che noi abbiamo conosciuto adesso, a quel tempo una grave spaccatura divideva il popolo degli elfi, i draghi infestavano il mondo e una decisione doveva esser presa, una fazione voleva porre fine a questo dominio incontrastato dei draghi, l’altra voleva invece sfruttare la potenza dei draghi per accrescere il proprio potere, Gulthias era fra questi. Per qualche motivo a me ignoto la prima fazione fu costretta a rifugiarsi sotto terra, e così nacquero i Drow, gli elfi scuri, ma a Gulthias ancora non bastava, e la sua lunga vita elfica non gli era sufficiente, così passò anni alla ricerca di quella creatura che gli avrebbe garantito la vita eterna. Una volta trovato il vampiro riuscì con non so quali stratagemmi ad ingannarlo, ne acquistò i poteri e lo uccise, poi, scomparve dalla scena, si mischiò alla gente ed attese il momento propizio… Ere passarono e Gulthias osservava i regni della nuova razza, gli umani, crescere e morire, poi, finalmente il momento propizio venne. Voci giunsero dal nord di un enorme drago rosso che spostandosi lasciava dietro di se solo morte e distruzione, Ashardalon era il suo nome. Gulthias creò il culto di questo drago, templi furono eretti in onore della guerra santa che avrebbe purificato il mondo grazie al soffio del drago, guidò un esercito di fanatici di ogni razza ed ogni classe, un’enorme orda assassina che si spostava seguendo il drago ovunque egli andasse.

Gulthias stava per dominare il mondo, un mondo di terrore e morte.

Ma le anime coraggiose di quel tempo non si piegarono, raccoltesi sotto un’unica bandiera combatterono il male, scacciandolo, fino a che i grandi del tempo non posero fine alla vita del drago Ashardalon e di Gulthias il vampiro… il resto lo sapete già, il paletto di quercia conficcato nel suo corpo dette vita all’albero nero della Cittadella senza Sole, il druido Belak ne venne a conoscenza e per anni lo studiò, senza rendersi conto che piano piano l’albero lo stava facendo suo schiavo…”

 

Assam pronunciò le ultime parole con un flebile sussurro.

“Adesso sapete cosa abbiamo affrontato quel giorno.”

(RiCCiO)