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Colazione da Tiffany – Truman Capote | la tana del RiCCiO

Colazione da Tiffany – Truman Capote

È il romanzo di Capote del 1959 da cui è stato tratto il celebre film omonimo, in cui Audrey Hepburn interpreta Holly Golightly, la scanzonata, sbarazzina ed anticonformista protagonista.

Holly è una diciannovenne briosa e spensierata che vive a New York in un appartamento senza mobili e con un gatto randagio che ha adottato ma a cui non ha mai dato un nome, perché vive tutto come una situazione di passaggio (lo si intuisce anche dal biglietto da visita sulla cassetta delle lettere: Signorina Holly Golightly, in transito).

Holly è generosa, ingenua ed altruista, ed a causa di queste sue caratteristiche finisce sempre per trovarsi coinvolta in situazioni paradossali.

Grazie alla sua bellezza ed alla sua vena di follia e stravaganza, affascina chiunque incroci la sua strada, dal vicino di casa aspirante scrittore (voce narrante del libro) al vecchio barista che ne è innamorato platonicamente, dall’agente hollywoodiano che vorrebbe trasformarla nella nuova star del cinema al gangster detenuto a Sing Sing.

« (…) Non voglio possedere niente finché non avrò trovato un posto dove io e le cose faremo un tutto unico. Non so ancora precisamente dove sarà. Ma so com’è.» Sorrise e lasciò cadere il gatto sul pavimento. «È come da Tiffany,» disse. «Non che me ne freghi niente dei gioielli. I brillanti, sì. Ma è cafone portare brillanti prima dei quaranta, ed è anche pericoloso. (…) Ma non è per questo che vado pazza per Tiffany. Sapete quei giorni, quando vi prendono le paturnie?» (…) « (…) le paturnie sono orribili. Si ha paura, si suda maledettamente, ma non si sa di cosa si ha paura. (…) Mi sono accorta che per sentirmi meglio mi basta prendere un taxi e farmi portare da Tiffany. È una cosa che mi calma subito, quel silenzio e quell’aria superba: non ci può capitare niente di brutto là dentro, non con quei cortesi signori vestiti così bene, con quel simpatico odore d’argento e di portafogli di coccodrillo. Se riuscissi a trovare un posto vero e concreto dove abitare che mi desse le medesime sensazioni di Tiffany, allora comprerei un po’ di mobili e darei un nome al gatto.»

«Benissimo. Non morde. Ride. Che altro?» (…)

« (…) non è che non voglia risponderti. Ma è maledettamente difficile ricordare. Non i-i-indugio mai su queste cose, io. Come sembri fare tu. Mi escono dalla testa come un sogno. E sono sicura che questo è l’atteggiamento n-n-normale.»

«Può darsi che sia normale,cara, ma io preferisco essere naturale.»

Edizioni Garzanti (Gli Elefanti Narrativa), prezzo di copertina 9,00 €