strict warning: Only variables should be passed by reference in /opt/hoster/vhosts/riccio.sebastian.it/httpdocs/modules/book.module on line 372.
warning: array_merge(): Argument #4 is not an array in /opt/hoster/vhosts/riccio.sebastian.it/httpdocs/modules/htmlarea.module on line 164.
Ritratto di signora – Henry James | la tana del RiCCiO

Ritratto di signora – Henry James

James traccia con maestria il ritratto di Isabel Archer, ragazza americana che lascia gli Stati Uniti per seguire la zia in Inghilterra prima ed in Toscana poi, e si distingue per vivacità, intelligenza ed anticonformismo. Isabel desidera essere libera ed autonoma, viaggiare e conoscere il mondo. Per questo motivo rifiuta due vantaggiose proposte di matrimonio e, al seguito della zia, è convinta di poter mettere in atto il proprio progetto.

Ma alla fine abbandona inconsapevolmente il suo sogno, sposa un egocentrico ed opportunista compatriota e si trova poco per volta imprigionata in quelle convenzioni ed in quelle regole che voleva rifuggire. E quando scopre di essere stata oggetto di intrighi e sotterfugi, decide comunque di tener fede all’impegno preso, sopportando anche l’infelicità e la solitudine che lo contraddistinguono.

 - Be’, io per me non avrei nessuna voglia di sposarla! – era solito rispondere Edmund Ludlow con tono fragoroso.

 - Dici così per contraddirmi, lo so; sei lo spirito della contraddizione. Non vedo che cosa tu possa trovar da dire contro di lei, se non che è così originale.

 - Bene, a me gli originali non piacciono; mi piacciono le traduzioni – più di una volta aveva risposto il signor Ludlow. – Isabel è scritta in lingua straniera. Io non riesco a capirla. Dovrebbe sposare un armeno o un portoghese.

 - Avete avuto tutte le ragioni di dirmelo, allora – disse Isabel. – È una cosa che non comprendo, ma sono molto contenta di saperla.

 - Te lo dirò sempre – rispose la zia – ogni qualvolta io veda che ti prendi una libertà secondo me eccessiva.

 - Ve ne prego; non vi posso dire però che riterrò sempre giuste le vostre rimostranze.

 - È molto probabile di no. Tieni troppo ad andar per la tua strada.

 - Sì, penso di tenerci assai. Desidero tuttavia saper sempre le cose che non si dovrebbero fare.

 - Per poterle fare? – domandò la zia.

 - Per poter scegliere – rispose Isabel.

 - Dovreste perlomeno tentare. Ho una discreta intelligenza. Avete paura… paura del clima? Possiamo benissimo vivere altrove, sapete. Potete scegliervelo in tutto il mondo il vostro clima.

   Queste parole furono pronunciate con un candore sconfinato, che era come la stretta di due forti braccia; (…) In quel momento avrebbe dato il dito mignolo per poter sentire, forte e netto, l’impulso a rispondere: «Lord Warburton, per me non è possibile far di meglio, in questo mondo meraviglioso, penso, che affidarmi, piena di gratitudine, alla vostra lealtà». Ma, pur contemplandola perdutamente, ella faceva in modo di ritrarsi nell’ombra più fonda di questa sua possibilità, proprio come un animale selvatico prigioniero in una grande gabbia. La «splendida» sicurezza che così le si offriva non era la più grande che ella potesse concepire.

(…) Non sono nella prima gioventù; posso fare ciò che voglio; appartengo in pieno alla classe delle persone indipendenti. Non ho né padre né madre; sono povera ed incline alla serietà; non sono bella. Perciò non sono tenuta ad essere timida e convenzionale; non posso certo permettermi di questi lussi. D’altronde cerco di giudicare le cose con la mia testa; dar giudizi sbagliati, secondo me, è più onorevole che non darne affatto. Non mi va di essere soltanto una pecora nel gregge; voglio scegliere il mio destino e nella conoscenza delle cose umane andare un poco al di là di quanto la gente crede sia compatibile con la convenienza di farmi sapere.(…)

 

 

 

 

 

Edizione BUR (Superbur Classici), prezzo di copertina 5,99 €