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Volti nascosti – Salvador Dalì | la tana del RiCCiO

Volti nascosti – Salvador Dalì

È l’unico romanzo scritto da Salvador Dalì, l’eclettico e stravagante artista catalano.

I protagonisti sono ricchi, raffinati, eccentrici e dissoluti, e vivono in un’Europa che sta per essere sconvolta dagli orrori della Seconda Guerra Mondiale.

Dalì ha trasposto in questo romanzo il surrealismo delle sue opere ed il narcisismo e l’autocompiacimento che lo hanno sempre caratterizzato: nel corso della storia si autocita, descrive i paesaggi con così tanti dettagli da darti l’impressione di averli davvero davanti agli occhi, e presenta i personaggi e le loro ossessioni fin nei particolari più intimi e spesso deliranti.

Un libro sicuramente singolare ed a volte un po’ “lento”, ma leggendolo dà l’imperdibile impressione, a tratti, di trovarsi davanti ad un quadro o ad una scultura di Dalì.

Dalla prefazione:

Perché ho scritto questo romanzo?

Primo, perché io trovo sempre il tempo per fare tutto quello che voglio e volevo scrivere questo romanzo.

(…) Terzo, perché se non l’avessi scritto io qualcuno l’avrebbe fatto al mio posto, e l’avrebbe fatto male.

Quarto, perché è più interessante, invece di “copiare la storia”, anticiparla e lasciare che faccia del suo meglio per imitare quello che si è inventato…

(…) La gente, ai giorni nostri, è afflitta dalla follia della velocità, (…) Ho voluto reagire contro questo scrivendo un “vero romanzo”, lungo e noioso.

              

Oltre al forte attaccamento alla terra, una delle passioni più esigenti di Grandsailles era senza dubbio il suo senso della bellezza. Si sapeva dotato di scarsa fantasia, ma aveva piena consapevolezza del proprio buon gusto, e la mutilazione della foresta offendeva infatti profondamente il suo senso estetico. Dopo l’ultima sconfitta elettorale, avvenuta cinque anni prima, il conte de Gransailles, con quell’intransigenza che caratterizzava ogni sua decisione, aveva abbandonato la politica, in attesa del momento in cui gli avvenimenti avrebbero preso una svolta critica.

Scultorea, abbronzata, tutta rilucente di collane di diamanti e di cascate di seta, la signora de Cléda incarnava così perfettamente l’attualità parigina che si sarebbe detto che una delle fontane di place de la Concorde avesse fatto la sua comparsa nel salone.

Come Socrate, la Francia si preparava alla morte a colpi di motti di spirito e di discussioni giuridiche.

I “balli Grandsailles” erano sempre apparsi, dall’immediato dopoguerra in poi, come brillanti episodi nella storia della vita parigina; e la raffinata società che quella sera si trovava riunta nel salotto del conte sentiva istintivamente che il suo ruolo di classe dirigente acquistava maggiore realtà e significato sociale continuando a mantenere il prestigio dell’eleganza e dello spirito francese, piuttosto che rifugiandosi nei suicidi e negli sterili maneggi politici.

Sembra particolarmente opportuno, a questo punto, introdurre la massima di Dalì, secondo sui «le idee geniali non trovano nulla che le rappresenti meglio delle immagini più comuni».

Edizione Oscar Mondadori, prezzo di copertina 8,40 €